Il vino di Orvieto

L’Orvieto è uno dei vini italiani più famosi, in Italia e nel mondo.

I primia a coltivare la vigna, scoprendo la vocazione di questi terreni, furono gli Etruschi, i quali facevano fermentare i mosti nelle grotte scavate nella rupe tufacea su cui si erge la cittadina.

Durante tutto il Medioevo, il periodo di maggiore ricchezza della città di Orvieto, l’Orvieto divenne il vino dei papi e divenne una delle principali risorse per finanziare la costruzione dello stesso Duomo: gli appalti per la costruzione dell’edificio, ma persino le commesse per la realizzazione di operere d’arte e affreschi vennero in parte pagati proprio con il preziossimo vino. In pochi ricordano che lo stesso Luca Signorelli, autore del ciclo di affreschi che  bellissimi affreschi che ornano la Cattedrale, aveva richiesto in cambio della propria opera un vitalizio di 1.000 litri di vino di Orvieto ogni anno. Non stupisce quindi che nei bassorilievi del Duomo il tema della vigna e dell’uva siano piuttosto ricorrenti.

L’Orvieto, inoltre,  venne utilizzato da Garibaldi e dai Mille per brindare prima della loro partenza.

Per tutti questi meriti e per la sua bontà il vino di Orvieto venne ribattezzato da Gabriele D’Annunzio “il Sole d’Italia”.

Oggi sono presenti quattro differenti tipologie di Orvieto DOC:

  • Orvieto DOC
  • Orvieto Classico DOC, prodotto nell’antica zona di produzione dell’Orvieto
  • Orvieto Superiore DOC, vino ottenuto con rese inferiori e, quindi, di qualità superiore rispetto all’Orvieto DOC
  • Orvieto Classico Superiore DOC, vino ottenuto nell’antica zona di produzione e con rese inferiori e, quindi, di qualità superiore

Orvieto Classico DOC

I vitigni alla base dell’Orvieto Classico DOC sono:

  • Trebbiano o Procanico: minimo 20% massimo 40%
  • Grechetto: minimo 40%.
  • Altri vitigini non aromatici e idonei alla coltivazione in Umbria: massimo 40%

Per potersi fregiare dell’appellativo di Classico il vino dovrà essere prodotto nell’antica zona di produzione dell’Orvieto.

Per potersi fregiare dell’appellativo di Superiore il vino dovrà essere ottenuto con una resa in vigna inferiore (sinonimo di maggiore qualità): 80 quintali/ettaro contro i 110quintali/ettaro dell’Orvieto DOC “base”.

A partire dalla vendemmia 2011, al fine di aumentare la qualità del vino di Orvieto, la resa per ettaro è stata ridotta anche per le tipologie Orvieto DOC e Orvieto Classico DOC a 90 quintali/ettaro.

Orvietano Rosso o Rosso Orvietano DOC

Per produrre un Rosso Orvietano DOC bisogna utilizzare:

  • Vitigni principali: Aleatico, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Canaiolo Rosso, Ciliegiolo, Merlot, Montepulciano, Pinot Nero, Sangiovese da soli o congiuntamente per almeno il 70%.
  • Vitigni secondari: Aleatico, Barbera, Cesanese comune, Colorino, Dolcetto da soli o nella misura massima del 30%.
Il consorzio per la tutela del vino di Orvieto ha inoltre avviato le pratiche per il riconoscimento della Docg al vino Orvieto Classico Superiore e della Doc alla muffa nobile prodotta nella zona di Orvieto.

Per approfondire: